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19 marzo 2020

La serra idroponica della Fondazione Eni Enrico Mattei: un esempio di Emergency Response for Nutrition Security



Impiantare una serra idroponica in ufficio, un luogo che con l’agricoltura non c’entra niente. Produrre pomodori, insalate e basilico nel cuore di Milano, in un palazzo storico, quello delle Stelline, accanto al Cenacolo Vinciano. Un esempio da esportare come Emergency Response for Nutrition Security.

Una sfida raccolta dalla Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM): coltivare piante nate da un seme nella torba, controllate in ogni fase della crescita e finalmente accolte dall’intreccio di tubi della serra dove, impilate una sull’altra, non vedranno mai la terra e nemmeno la luce del sole. Questa è una serra idroponica: un sistema tecnologicamente avanzato che consente di coltivare piante in ambienti ristretti e artificiali. Una dozzina di sensori controlla tutti i parametri: la qualità dell’aria, l’acidità dell’acqua, la concentrazione delle sostanze nutritive, la temperatura e l’umidità. Sensori gestiti dalla piattaforma Arduino, un brevetto tutto italiano, un sistema hardware/software opensource, versatile, economico, molto potente e soprattutto facilmente riproducibile. Arduino raccoglie i dati, li elabora e gestisce automaticamente le lampade solari LED a basso consumo, per simulare il giorno, l’alba, il tramonto e infine la notte. La serra funziona, già nei primi mesi di attività ha prodotto grappoli di pomodori e larghe foglie di basilico. Ma è proprio in questi giorni difficili di emergenza per il Coronavirus che l’impianto mostra potenzialità sorprendenti.

Gli esperti FEEM che solitamente si occupano della serra sono lontani, come tutti seguono scrupolosamente le restrizioni ma da remoto comunicano con Arduino che risponde a meraviglia. Temevano che la serra risentisse della mancanza di manutenzione quotidiana, e invece le piante stanno crescendo in modo strabiliante. La serra si gestisce da sé, in maniera indipendente e formidabile. Una sfida vinta.

Proprio in questi momenti, mentre l’approvvigionamento di alimenti freschi è reso difficile dalle restrizioni, impianti di questo tipo mostrano appieno le loro capacità: potrebbero soddisfare in parte il fabbisogno di cibo nelle aree urbane e ovunque ci sia un accesso all’acqua limitato.

La serra FEEM sarà visitabile non appena e finalmente rientreremo nella normalità. 

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