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25 novembre 2019

Trent’anni di Fondazione Eni Enrico Mattei: il futuro che si prepara




La Fondazione Eni Enrico Mattei celebra oggi, alla presenza del Presidente  del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, i trent’anni dalla sua fondazione.


(Roma, 25 novembre 2019) - Si celebra oggi presso la sede del Senato della Repubblica, con i Saluti del Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il trentesimo anniversario della nascita della Fondazione Eni Enrico Mattei. All’incontro, moderato da Riccardo Luna, intervengono Emma Marcegaglia, Presidente di Eni e della Fondazione Eni Enrico Mattei, Domenico Siniscalco, Vice Chairman e Managing Director di Morgan Stanley e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Eni Enrico Mattei,  Giulio Sapelli, economista e Consigliere di Amministrazione della Fondazione Eni Enrico Mattei, Paolo Carnevale, Direttore Esecutivo della Fondazione Eni Enrico Mattei, Riccardo Sabatini, Chief Data Scientist di Orionis Bioscences e Enzo Risso, Direttore Scientifico di SWG.

La Fondazione Eni Enrico Mattei è un centro di ricerca internazionale e un think tank di frontiera che svolge ricerca di alto livello, innovativa, interdisciplinare e scientificamente rigorosa per affrontare le sfide del cambiamento globale. Fondata dal gruppo Eni, riconosciuta ufficialmente dal Presidente della Repubblica Italiana nel 1989, la Fondazione è intitolata a Enrico Mattei, fondatore di Eni e figura chiave del sistema industriale nazionale e delle relazioni internazionali nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale.

A trent’anni dalla sua costituzione la Fondazione conferma il suo impegno nella ricerca, rinnovando le sue attività e continuando a guardare al futuro con la consapevolezza della complessità dell’interazione tra economia, energia e ambiente. La ricerca della Fondazione continua, all’interno di uno scenario in costante evoluzione e grandi trasformazioni, a valutare, prevedere e accompagnare il cambiamento con approccio rigoroso.

Da sempre orientata ai temi della sostenibilità, la Fondazione oggi ribadisce il suo impegno  sui temi quali la transizione energetica, la decarbonizzazione, l’accesso all’energia, la geopolitica, l’urbanizzazione sostenibile, il cambiamento climatico, l’Agenda 2030, l’economia circolare, il ruolo dei mercati finanziari e delle imprese, i nuovi paradigmi dello sviluppo sostenibile e lo sviluppo del continente africano.  Le attività di ricerca sono state recentemente consolidate intorno a tre nuovi programmi con una forte attenzione all’Africa, un continente al centro del cambiamento globale.

La Fondazione ha orientato i sui studi sulle analisi delle sfide e opportunità della transizione energetica nei paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo. In questo ambito sono attualmente oggetto di studio la decarbonizzazione e la digitalizzazione del settore trasporti, il monitoraggio e l’analisi delle dinamiche geopolitiche e geoeconomiche dell’energia a livello internazionale e le criticità energetiche del continente africano.

Per l’Africa la Fondazione ha lanciato un programma dedicato che si occupa di promozione della ricerca locale e congiunta per la pianificazione dello sviluppo sostenibile, valorizzazione delle capacità e delle competenze presenti sul continente, e supporto alle autorità locali e rafforzamento delle partnership trasversali attraverso il potenziamento della Network Scientifica Africana e il collegamento con le eccellenze scientifiche italiane e internazionali. Come contributo alto di riflessione alla ricerca sull’Africa la Fondazione sta realizzando un ciclo di lecture di alto profilo internazionale. Nel 2019 le lecture si sono focalizzate sui paesi dell’Africa Subsahariana dove Eni opera.

Un altro importante programma di ricerca si occupa di imprese e disclosure del rischio climatico, innovazione, economia circolare, transizione energetica nelle città e urbanizzazione in Africa.

E’ stata infine potenziata ed estesa l’area di ricerca trasversale sull’Agenda 2030 che studia il nuovo indirizzo strategico di sviluppo sostenibile dettato dalle Nazioni Unite nel 2015 e la sua declinazione sul territorio (livello urbano, regionale e locale) e in alcuni settori specifici (education, infrastrutture), la carbon footprint degli scambi globali di alimenti e i sistemi di produzione decentralizzati nascenti, in particolare le evoluzioni del vertical farming.

Sempre per l’Italia la Fondazione continua ad avere un’area di ricerca dedicata ai Progetti Territorio e contribuisce a sostenere con analisi e studi rigorosi le politiche locali di sviluppo economico delle regioni. La Fondazione nel frattempo si apre sempre più all’interazione con le nuove generazioni. Ne sono testimonianza la diffusione della cultura dello sviluppo sostenibile nelle scuole e la promozione del progetto Youth in Action per premiare le migliori idee degli under 30 in grado di favorire il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

In occasione del trentennale sarà presentato un ritratto del mondo e dell’Italia tra trent’anni che emerge dal rapporto SWG-FEEM “Il futuro che si prepara”, un’indagine svolta tra gli italiani sul futuro da oggi al 2050. Il quadro che ne emerge è quello di un futuro al quale guarda, non senza una certa preoccupazione, soprattutto quella generazione di post-millennials che chiamiamo “Generazione Z”. Un mondo, quello nel 2050, che sarà caratterizzato da forte presenza tecnologica - con il 67% dei “giovani” che ritiene per esempio che saranno i robot ad occuparsi dei lavori di casa - dal ruolo preponderante delle istituzioni sovranazionali - con l’Unione europea che “gestirà l’Italia” (73%) - e una forte preoccupazione in materia ambientale. Secondo il 53% degli intervistati, nel 2050 il mondo sarà peggiore rispetto a quello di oggi. Tra i rischi principali percepiti la mancanza di lavoro (51%), l’aumento della povertà e della diseguaglianza (46%) e la mancanza di giovani (35%). Un mondo, inoltre, dove vi sarà, secondo il 67%, una piena parità tra uomo e donna e una piena libertà di decidere sulla propria vita (63%). Al centro delle preoccupazioni odierne si trova in particolare l’ambiente, con il 41% del campione intervistato che guarda con preoccupazione al surriscaldamento globale, il 36% alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti e il 32% all’inquinamento delle acque.

L’indagine - disponibile sul sito della Fondazione Eni Enrico Mattei - copre molti altri ambiti, dalla vita quotidiana all’economia del futuro, dalle sfide energetiche alla visione del continente africano e contribuisce anch’essa a comporre un quadro di riferimento per la ricerca futura.


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